WeRoad: La mia esperienza tra Pro e Contro( sperando di trovarne qualcuno)

Forse è meglio che mettiate il cuore in pace… per questo mese questo blog diventerà quasi monotematico. Questo è il primo di dozzine di post che cercherò di pubblicare in maniera più dilatata possibile sull’entusiasmante viaggio in Andalusia.

Oggi volevo sfidarmi: Volevo scrivere 5 cose che mi sono piaciute e 5 che non mi sono piaciute. Sarò il più oggettivo possible, ma non prometto niente, perchè quando la penna parte, i sentimenti gli vengono dietro ed è un peccato fermarli.

Cominciamo con i pro:

1

Buttarsi senza paracadute. Questo è forse un po’ personale ( come se il resto non lo sia ahah). Questo è stato il mio primo viaggio di gruppo con WeRoad e anche il mio primo viaggio in cui ho preso l’aereo da solo. Un’esperienza unica e irripetibile. Quel senso di vuoto di stomaco che invade il proprio corpo quando sei lì, di fronte alla lavagna luminosa dell’area dei Gate ad aspettare che lo schermi ti urli il Gate al quale devi dirigerti… quel senso di brivido sconosciuto, misto ad eccitazione e voglia di scoprire cosa si cela al di là di quelle nuvole, oggetti misteriosi di sogni e speranze di un giovane che sogna di viaggiare e ritrovarsi sul cielo che accomuna ognuno di noi.

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Aeroporto Marco Polo di Venezia ( immagine personale)

Pensavo che avrei avuto paura di volare… mi sbagliavo. Ero come un bambino che salta su un tappeto gonfiabile, come un giocatore di calcio che esordisce alla sua prima partita di campionato, come un giovane che si innamora per la prima volta…. ero estasiato quando l’aereo è decollato e ammiravo il nostro piccolo bel paese, con i suoi campi, i suoi comuni, i suoi canali che salutavo con gioia e un pizzico di nostalgia passeggera.

2

Viaggio nel vero senso della parola. Il termine viaggiatore è molto abusato ormai. Come diceva un mio compagno di viaggio, ora come ora, anche il pirla di turno che si fa la settimana a Ibiza e passa tutti i giorni attraversando quei quotidiani 100 metri che dividono il mare dalla discoteca, si crede un viaggiatore.

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Vista delle campagne Spagnole ( immagine personale)

Ma si sbaglia. Il viaggiatore è uno che ama esplorare, conoscere, entrare nella cultura del paese ospite senza precludersi nessuna esperienza. Con WeRoad si diventa viaggiatori. I viaggi on the road tra le pampas spagnole, la scoperta di storie incredibili che hanno dato via a edifici ancora più mozzafiato, la cerveza, il pesce, la carne di toro… la sangria, le storie di mondi esotici e non che si intrecciano in questo marasma di culture, religioni e modi di vedere il mondo… la magia dell’Andalusia… tutto questo vivere, tutto questo assaporare il secco clima caldo, con quel sapore di cerveza fredda e petali di rose sconosciute … tutto questo è essere viaggiatori. Avere sempre la valigia pronta, la voglia di esplorare, conservare il sonno in un cassetto per recuperalo in aereo…. viaggiare, vivere… crescere!

3

Luoghi fantastici e dove trovarli. Malaga è giovane e piena di scorci di epoche passate, Siviglia è maestosa e infinita, la percorrerei per giorni, sopportando le vesciche e perdendomi per le sue strade che regalano scorci incredibili della cattedrale. Poi.. Plaza de España.. Dio… che splendore! Non potete immaginare come ci si senta piccoli di fronte a tanta meraviglia. Immensa come la città che la contiene… Poi c’è l’Alcazar, la Cattedrale, il Metropol Parasol… ci si potrebbe perdersi tra fiumi di parole per parlare di Siviglia, ma non è questo il momento. Dopo Malaga e Siviglia abbiamo attraversato il tempo finendo nell’africana Cordova che sembra una cittadina travisata direttamente dalle terre marocchine. Intima e accogliete regala quel senso di caldo africano, con le cicale che intonano melodie incalzanti accompagnanti da quel caldo acido ma accogliete, da quell’umidità del vecchio secolo, quando mussulmani e cristiani pregavano a braccetto nella maestosa Cattedrale che è un collage di popoli e religioni. Dulcis infundus: Granada.

Si tuviéramos que visitar una sola ciudad en España, esa debería ser Granada.

( Ernest Hemingway)

Non esiste frase al mondo che possa riassumere questa città bianca come una lenzuola appena lavata che nasce, muore e rinasce tra saliscendi di incredibile bellezza. Senza parole. Un murales si pietra e storia che si erge ai confini della Sierra Nevada, dalla quale si ha uno dei panorami più estasiati e romantici che abbia mai visto. Non penso che dimenticherò facilmente il sole che sorge baciando per l’ultima volta l’Alhambra che imponente sovrasta lo skyline della cittadina che si perde tra le montagne spagnole.

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Granada vista dall’Ahambra ( immagine personale)

Nozione particolare per “El Balcon d’Europa” una città costiera, con acqua cristallina e meravigliose ( e divertentissime) onde di due metri e più che si scagliano su una sabbiolina friabile ma mai fastidiosa, immerso anch’essa in una città biancastra illuminata dal sole spagnolo che ha un colorito tutto diverso da quello nostrano. Sa’ di vita, sa’ di energia… sa’ di occasioni da cogliere.

4

Aria di Fiesta. Gli spagnoli sono fantastici. Hanno una filosofia di vita completamente diversa dalla nostra. Vabbè, io vivo in Veneto, quindi non saprei giudicare il modo di vivere che hanno gli abitanti del centro, sud o nord-ovest Italia… ma ho subito notato la loro tranquillità e la loro voglia di vivere. Vivere significa cogliere gli attimi che la vita ci propone nel modo più entusiasta possibile. Loro lo fanno… loro sono così. Mi ha fatto sorridere quando abbiamo aspettato un’oretta che il pranzo venisse servito, nonostante il locale fosse quasi vuoto. Ci sta… è nella loro filosofia. Poi la sera si trova sempre qualcosa da fare, i locali si riempono tutti i giorni ( sopratutto dal giovedì al sabato) e la musica latina regna sovrana, con ragazze bellissime che non fanno le schizzinose e ballano con chiunque sappia ballare ( mi sono già posto l’obiettivo di imparare la salsa cubana per il prossimo anno ahah). Nessuno ti giudica, tutti ti sorridono, tutti si fanno scivolare i problemi di dosso senza inutili e futili discussioni su politica, futuro e cazzate simili. Vivono l’attimo, vivono il momento… Vivono come noi dovremmo imparare a vivere.

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Malaga al calar del sole ( immagine personale)

5

Scoprire di non essere l’unico fuori di testa! Per concludere devo fare una menzione speciale ai miei compagni e al Coordinatore che ci ha guidato per questi posti magici che sapevano di vite passate. Un gruppo fuori di testa che ha messo a dura prova i miei ritmi di divertimento e di fegato… una settimana passata con la cerveza in mano durante il giorno e i chupiti di tequila durante la notte. Media complessiva di tre ore di sonno al giorno, di 5 chupiti di tequila la sera e di birra… non saprei, ho perso il conto. Un gruppo fantastico e fuori di testa che aveva veramente voglia di far festa, ma anche di scoprire le meraviglie di questo mondo al confine tra l’Europa e l’Africa. Non avrei mai sperato in un’esperienza migliore di questa, non avrei mai potuto desiderare dei compagni migliori di quelli che ho avuto per questa mia prima esperienza con WeRoad.

 


Mi sono scervellato per cercare un contro da aggiungere alla lista, ma a parte il classico e abusato “poteva durare di più” non credo che ce ne siano.

Ecco, forse l’unica pecca sta nel giorno dopo, quando torni a casa, scendi dall’aereo e bisogna ritornare al mondo reale, alla quotidianità. Qui ti accorgi che gli incredibili posti che hai visto distano centinaia di chilometri di distanza, che le incredibili persone che hai conosciuto vivono negli angoli più lontani del nostro paese.Ti accorgi che ritornerai nel solito bar, a parlare con i soliti amici, senza però riuscire loro a trasmettere l’incredibile esperienza che hai vissuto, senza però riuscire a trasmettere a loro la magia dell’Andalusia.

A questo punto ti riscopri una persona nuova, ti riscopri in un certo senso cambiato… a questo punto capisci che i soldi non sono niente, non rappresentano niente… solo carta straccia che hanno solo una moneta di scambio possible e logica: il viaggio.

L’unico modo di crescere è viaggiare… ho fatto più cose in questa settimana in spagna che non nei primi ventitré anni della mia vita… dopo ogni viaggio si scala un gradino, ogni viaggio ci aiuta a crescere, ogni viaggio ci aiuta a ritrovarci.

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Aeroporto di Malaga – poco prima del’imbarco ( immagine personale)

Lo zaino è sempre pronto, le idee sono tante… la voglia smisurata… il prossimo anno sogno di vedere il deserto marocchino di sera, sotto le stelle; oppure il mare cubano; oppure Machu Pichu…non so’… quello che so’ è che il prossimo anno sogno di riavvicinarmi ancora, ed ancora al mio IO, alla mia essenza dell’essere.

9 pensieri su “WeRoad: La mia esperienza tra Pro e Contro( sperando di trovarne qualcuno)

  1. Nel gruppo c’ero anche io , e nonostante abbia “qualche” anno in più di voi, ho resistito ai ritmi perché c’era la gioia di condividere l’esperienza e la voglia di non sprecare neanche 1 minuto di questa folle settimana….quindi si può fare, con le persone giuste…e la voglia di viversi senza porsi limiti…

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  2. Pingback: Cartacarbone Festival: Leggere per imparare a leggersi | the red writer

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